15 Febbraio 2008
Il Traffico Blog cambia casa
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15 Febbraio 2008
6 Maggio 2007

In riferimento al mio precedente articolo del 20 dicembre 2006, riguardante la SS.8 Via del Mare, ecco degli aggiornamenti provenienti dal quotidiano nazionale “Il Messaggero”, edizione di Roma di Domenica 06 Maggio 2007.
Come ogni pre-estate, i nostri cari media vogliono sensibilizzarci sulla sicurezza stradale, e così vengono fuori articoli abbastanza dettagliati su dispositivi elettronici e loro funzionamento.
Riporto a seguito l’articolo completo.
Se siete interessati a come evitare le sanzioni e all’ubicazione di tali apparati sulla via del Mare, e non vi interessa l’articolo, scrollate in basso.
————— CITAZIONE ARTICOLO —————
Da domani in funzione due nuovi impianti tra Gra e Acilia
Via del Mare: risiko del sorpassometro
Oltre alle telecamere della Provincia ecco quelle comunali: la multa si rischia 3 volte
di GIULIO MANCINI
Tre occhi elettronici contro gli spericolati del sorpasso in poco più di due chilometri di tracciato. Ed un altro pronto ad entrare in funzione entro qualche settimana. E? così che da strada più pericolosa d?Italia, la via del Mare diventa un risiko dei sorpassometri.
Dopo quasi un anno di messa a punto, entrano da domani in servizio permanente ed effettivo, ventiquattro ore su ventiquattro, due nuovi sorpassometri lungo la via del Mare. Le telecamere, che rilevano automaticamente le invasioni di carreggiata nei tratti vietati dialogando con sensori posti sotto l?asfalto nella linea di mezzeria, sono state collocate al km 15,520 (altezza via di Malafede) ed al km 16,600 (contiguo a via delle Case Basse). I ?portali? elettronici sono collegati con la sala operativa dell?Atac-Sta dove le immagini sono registrate e trasformate in verbale di contravvenzione. Gli automobilisti indisciplinati riceveranno a casa la fotografia del sorpasso vietato, un?ammenda di 70 euro e la notifica della detrazione di tre punti sulla patente di guida.
I due nuovi apparati comunali verranno presto affiancati da un altro ?gendarme elettronico?, anch?esso connesso al sistema capitolino, già posizionato e in fase di pre-esercizio all?altezza del km 21,600, in coincidenza con via Charles Lenormant.
Lungo la statale 8 cara ai bagnanti e calvario dei pendolari, il ?sorpassometro? non è una novità. La via del Mare, infatti, è stata la prima in Italia a sperimentare sin dal giugno del 2005 la speciale tecnologia elettronica. Tanto da suscitare persino l?attenzione del ?Times? di Londra. Quell?apparato, tuttora operativo seppure con mille difficoltà di collegamento per via dei topi che rosicchiano continuamente i cavi di connessione, è istallato all?altezza del km 14,400 in corrispondenza della stazione metro di Vitinia.
Concepito come «strumento di prevenzione e di dissuasione alla guida pericolosa», quel primo occhio elettronico è stato voluto dalla Giunta Gasbarra della Provincia di Roma. E che ce ne fosse estremo bisogno in una delle strade ai primi vertici della graduatoria nazionale per pericolosità, è dimostrato dai numeri. Nei quattordici mesi di sperimentazione preoperativa registrò quasi 70 mila violazioni. Nel primo anno di esercizio, poi, consentì l?elevazione di 1.143 multe, per un introito di circa 80 mila euro a favore delle casse provinciali ed un bilancio-patenti di 4329 punti decurtati. Nei primi tre mesi di quest?anno le contravvenzioni notificate sono state 238.
«Si tratta di numeri importanti, che danno l?idea anche dell?azione deterrente che quello strumento attua giorno dopo giorno sulla condotta degli automobilisti» commenta l?assessore provinciale alla Sicurezza, Ezio Paluzzi. In realtà è anche un?opportunià contabile che consentirà altri investimenti per la messa in sicurezza di strade altrettanto pericolose. Entro la fine del mese di giugno, infatti, la Provincia prevede di istallare dodici ?dissuasori? e cinque autovelox a energia solare su percorsi particolarmente insidiosi dell?area metropolitana. Tra le arterie candidate anche la Salaria, la Tiburtina, la Artena-Valmontone e la Braccianese.
Tornando alla via del Mare, la differenza di gestione dei tre sorpassometri da domani espone gli automobilisti più spericolati al rischio di collezionare tre multe in un pugno di chilometri. Ed il ?risiko? sottopone l?amministrazione al raddoppio delle centrali operative, rispettivamente provinciale e comunale. «I nostri impianti agiscono sul tratto di strada di nostra pertinenza» spiegano sinteticamente dall?assessorato capitolino alla Mobilità. «E? corretto che ciascuna sanzione afferisca alle casse dell?ente responsabile dell?arteria» aggiunge il comandante della polizia provinciale, Rocco Domenico Galati che pure da tempo ha proposto l?unificazione dei sistemi.
Il punto è proprio questo: la via del Mare pur sviluppandosi completamente all?interno del territorio urbano di Roma, è frazionata in competenze comunali e provinciali. La strada è in carico al Campidoglio dal centro sino al km 5,910 (viale Marconi) e nei tratti tra il km 15,520 (via di Malafede) e il 23,704 (stazione di Ostia Antica), e dal 25,524 (Cineland) sino alla sua fine (via Vasco de Gama). Il resto è ?proprietà? della Provincia. Che sia questa una delle ragioni per le quali il tanto sospirato progetto di unificazione con la parallela Ostiense con raddoppio di corsia e senso unico – costo stimato 120 milioni di euro – non riesce a decollare?
I PUNTI DECURTATI: 4.329
NEL SUO PRIMO ANNO D?ESERCIZIO IL SORPASSOMETRO SITUATO AL KM 14,400 HA FRUTTATO QUASI 80 MILA EURO DI MULTE ED UN BILANCIO-PATENTI DI BEN 4.329 PUNTI DECURTATI.
————— FINE CITAZIONE —————
Conclusioni…
Come leggiamo, l’impianto situato al Km 14,400 (fronte cancello “Marina di Roma”), ha già fruttato un bel po di soldini e mietuto numerose vittime.
Onde non entrare a far parte dei sanzionati, segue dettagliato commento delle apparecchiature elettroniche al momento in uso.
Premessa: il limite sulla via del Mare, è di 70 Km/h, ma scende a 50Km/h sotto al tunnel di Acilia, in corrispondenza dell’incrocio Ostia antica e anche lungo il tratto parallelo gli scavi tra bivio Ostia-Fiumicino e Cineland.
Pannelli di segnalazione: indicano la vostra velocità di percorrenza.
Ce ne sono 2 (segnate in arancio con dicitura “pannello”), uno per chi va a Roma, prima del tunnel di Acilia, l’altro per chi va verso Ostia, appena superata l’immissione del G.R.A.
Sorpassometri “Tipo 1″: multano chi effettua sorpassi in tratto con doppia striscia continua.
Ce ne sono 3 segnati in BLU sulla cartina.
Autovelox (ma non credo/non sembra siano sorpassometri…) “Tipo 2″: multano chi supera il limite di velocità dei 70km/h, ma qua il giornalista li chiama “sorpassometri”. Noi diamoli anche per tali, e passiamoci sotto nella nostra corsia e entro i 70km/h.
Ce ne sono 2 segnati in ROSSO sulla cartina.
Venendo da Roma G.R.A. e andando in direzione Lido di Ostia troviamo quindi:
- Autovelox “Tipo 2″, km 15,500, montato con paline a ponte sulle corsie e seminascosto dalla vegetazione, soprattutto di notte. Google Earth: Lat. 41°47’34.76″N – Lon. 12°23’19.47″E .
- Autovelox “Tipo 2″, km 16,600, montato con paline a ponte sulle corsie in salita, facilmente individuabile perche a pochi metri dal cartellone a ponte del limite 70Km/h poco prima del bivio per Acilia. Google Earth: Lat. 41°47’14.01″N – Lon. 12°22’9.11″E .
Per chi torna dal Lido di Ostia verso Roma G.R.A. i rischi aumentano, e troviamo:
- Sorpassometro “Tipo 1″, km 16,400, montato nel guard-rail tra via del Mare e Ostiense, appena superato il ponte blu pedonale, prima del cartellone di limite 70km/h, operativo in direzione Roma centro. Coordinate Google Earth: Lat. 41°46’9.82″N – Lon. 12°19’24.71″E .
- Autovelox “Tipo 2″, km 16,600, montato con paline a ponte sulle corsie in salita, facilmente individuabile perche a pochi metri dal cartellone a ponte del limite 70Km/h poco prima del bivio per Acilia. Google Earth: Lat. 41°47’14.01″N – Lon. 12°22’9.11″E .
- Sorpassometro “Tipo 1″, km 16,400, montato nel guard-rail tra via del Mare e Ostiense, appena superato bivio “Centro Giano”, operativo in direzione Roma centro. Coordinate Google Earth: Lat. 41°47’22.01″N – Lon. 12°22’32.18″E .
- Autovelox “Tipo 2″, km 15,500, montato con paline a ponte sulle corsie e seminascosto dalla vegetazione, soprattutto di notte. Google Earth: Lat. 41°47’34.76″N – Lon. 12°23’19.47″E .
- Sorpassometro “Tipo 1″, km 14,400, montato nel guard-rail tra via del Mare e Ostiense, di fronte ai cancelli della Marina di Roma, operativo in direzione Roma centro. Coordinate Google Earth: Lat. 41°47’44.00″N – Lon. 12°24’6.18″E .
IMPORTANTE per tutti – Ora che avete letto questa guida, mi raccomando: niente sorpassi azzardati anche nelle zone “libere” da dispositivi di controllo, perchè la strada rettilinea spesso inganna sulle distanze e sulla velocità di chi viene in senso opposto. Questa è la maggiore causa di incidenti, spesso mortali, che avvengono sulla Via del Mare. La dinamica è sempre la stessa: scontro frontale. Se volete proprio correre, fatelo in sicurezza, da soli sulla strada o possibilmente non sorpassando convinti al 100% di farcela.
Per i MOTOCICLISTI – ricordo che la strada, sebbene più sicura per chi va su due ruote rispetto alla via Ostiense, è interdetta alla circolazione di cicli e motocicli. La polizia si apposta nella rientranza del cancello “Marina di Roma” al km 14,400 e al semaforo di Ostia Antica e ferma TUTTI coloro circolino su due ruote. Non ci passate in moto/scooter! (e neanche col furgone/camion, è vieteta anche a loro).
A buon rendere
Immagini e articolo cortesia de Il Messaggero.
Riferimenti: Articolo su www.ilmessaggero.it
30 Gennaio 2007

È strano rincasare la sera e trovare quella lettera lì nella buca. Busta diversa dalle solite (banca, bollette, etc.), quindi spicca; chi ci scrive oggi è niente popodimeno che il Ministero dei Trasporti.
Caspita! Cosa avrò combinato stavolta di così terrificante da farmi ricercare proprio da questa istituzione? Beh, non è una raccomandata, quindi si procede con dovuta tranquillità all’apertura.
Gentile utente,
LA INFORMIAMO CHE LA SUA PATENTE STA PER SCADERE.
(…)
Argh!
Minuti di silenzio in cui passano davanti a noi migliaia di fotogrammi di una vita passata seduti dietro a un volante, fino a che la ragione ci riporta in terra.
Ma davvero? Già sono passati dieci anni?
Mi sembra ieri che l’ho presa, alla faccia di quell?istruttore malvagio che in quella giornata, di dieci esaminandi, ne bocciò sette. Io pensai subito, non che i sette fossero tutti delle emerite capre alla guida, ma che solo io e altri due abilissimi piloti, fossimo riusciti a soddisfare i severissimi requisiti per ottenerla. È stato il brindisi alla patente meno gremito che abbia conosciuto, però mi sono rifatto la sera con gli amici (ma guidava ovviamente un altro…).
Asciugo la lacrimuccia e si torna alla lettera, cito il testo integrale:
Per rinnovarla le sarà sufficiente effettuare gli accertamenti clinici necessari presso una struttura sanitaria abilitata, o presso la commissione medica locale se ne sussiste l’obbligo, ed ottenere il certificato medico che, allegato alla patente, le consentirà di circolare liberamente sul territorio nazionale.
Dopo qualche settimana, grazie alla segnalazione del medico o della commissione che l’ha visitata, le invieremo a casa un tagliando autoadesivo da applicare stilla patente. li tagliando indicherà la nuova data di scadenza. Da quel momento potrà lasciare a casa il certificato medico, perché il tagliando attesterà che la patente è stata rinnovata e che la nuova data di scadenza è stata registrata nel nostro Centro Elaborazione Dati.
Questa lettera com’è ovvio non ha valore alcuno in caso di utenti deceduti, trasferiti all’estero, che abbiano subito un infortunio invalidante o che non intendano rinnovare la patente.
La ringraziamo per la collaborazione e le ricordiamo che è nel suo interesse non dimenticarsi di rinnovare la patente, evitando così le sanzioni particolarmente pesanti previste dal codice della strada per chi circola con il documento scaduto: da 143,00 a 573,00 euro di multa e ritiro della patente.
Comincia così la mia gita per siti istituzionali, per vedere che tempi e che costi si necessitano per l’operazione, e soprattutto in quali sedi ci si debba recare.
Primo tentativo – Patente.it – Il primo risultato nella ricerca su Google conduce a questo sito. Il tema è senza dubbio inequivocabile. Faccio copia e incolla dei documenti e dei bollettini necessari, ma servono più informazioni sui luoghi ove recarsi, in quanto “ASL; un medico militare; un medico del Ministero della Sanità; un medico della Polizia; un ispettore medico del ministero del Lavoro o delle Fs” risulta piuttosto vago, soprattutto se rapportato alla città di Roma. C’è però un’interessante trafiletto che riporta: Le autoscuole e le agenzie di pratiche auto permettono di effettuare la pratica del rinnovo nelle proprie sedi, ad un costo di poco superiore a quello sostenuto con il “fai da te”, prendo nota anche di questo.
Secondo tentativo – Quattroruote.it – Per sicurezza vado nel sito della prima rivista dell’automobile in Italia. Scopro subito che la procedura descritta nel primo sito visitato non è aggiornata, inoltre questo sito è molto più ordinato. Ne riporto un sunto:
Per il rinnovo è necessario un certificato medico, con marca da bollo di 14,62 euro, rilasciato da una delle seguenti autorità sanitarie:
- la Asl territorialmente competente
- i servizi di base del distretto sanitario
- un medico del ministero della Salute
- un medico delle Ferrovie
- un medico militare in servizio permanente effettivo
- un medico della Polizia di Stato
- un medico del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco
- un ispettore medico del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
(…)
Il costo della visita varia da 12,91 a 25,85 euro, a seconda della struttura alla quale ci si rivolge. In taluni casi viene richiesto il codice fiscale.
Inoltre si devono versare 7,80 euro sul conto corrente n. 9001 intestato al Dipartimento trasporti terrestri – Diritti – Roma.
Terzo tentativo – Ministero Infrastrutture e Trasporti – Controllo di rito per verifica dei dati riportati su Quattroruote.it. La procedura viene confermata.
Giorno -9 alla scadenza della patente: mi reco alla posta, dove compilo un bollettino di ? 7,80 sul C.C. 9001 intestato a (…) e approfitto della notevole fila per andare in tabaccheria a comprare la marca da bollo da ? 14,62 (? 15,00 no eh? Sono il primo contrario all’arrotondamento in eccesso e agli accrescimenti dovuti all’Euro, ma pretendere proprio quei 62 centesimi sembra un po’ trascendere i principi della tassazione, in cui gli importi sono tutti tondi tondi). Tornato alla posta e giunto il mio turno, l’amara sorpresa: esiste un bollettino precompilato per il C.C. 9001. Mentre compilo il nuovo bollettino mi passa davanti una babbiona con 5 o 6 bollettini e conti separati per ciascuno: improperi di rito.
Superato anche l’ostacolo posta, e messa la X accanto l’apposita voce del documento word stampato in casa la mattina, si va a cercare questa fantomatica ASL o medico delle ferrovie, dove ricordo di aver fatto la visita per la patente A senza troppi sforzi.
Siccome il centro medico delle ferrovie si trova in via Marsala, in pieno centro, con tutto il caos che ne consegue in un giorno feriale, opto per una più vicina ASL.
Breve ricerca su internet da casa, compilo una lista di luoghi utili e parto con la macchina. Il primo centro non effettua più questo servizio. Il secondo centro sembra deserto, tutte porte chiuse, un paio di persone sedute, ma nessuno sembra appartenere al personale, dai cartelli appesi non c’è traccia di esami rinnovo patente in sede. Terzo centro, poco fuori Roma ma sempre all’interno del distretto, trovo un foglio in bacheca con la prassi da seguire, ma scopro con amarezza che le visite si fanno solo un giorno a settimana, quello precedente ovviamente, peraltro con orari abbastanza scomodi. Riesco a strappare due parole a delle impiegate/dottoresse, le quali mi reindirizzano alla ASL di Casal Bertone, dove è possibile effettuare tutte le visite.
Ore 11:45, mosso da sconforto, visto che la mattinata volgeva al termine, faccio un salto all’agenzia ACI vicino casa. Qua non c’è per niente gente, quindi ottengo subito le brutte notizie che cercavo: la visita la fanno il giorno successivo, in orario scomodissimo, e sicuramente mi costerà una barca di soldi in più.
Torno alla macchina e decido di tentare la sortita alla ASL di Casal Bertone. Arrivo in 10 minuti, ma troppo tardi, perchè qualsiasi attività medica si era conclusa alle 12:00. Chiedo allo sportello informazioni, dove una ragazza mi informa che posso venire tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 12:00, e tutti i pagamenti extra per le visite potranno essere effettutati presso gli sportelli in sede senza doversi sbattere troppo a girare per la città.
Per me, che attaccherei l’indomani a lavoro alle 10:00 a neanche 2Km da lì, si sono riaperte le speranze.
La mattina seguente la sveglia viene impostata su un orario terrificante: le 7:30. So che per qualcuno è anche tardi, ma svegliarsi un’ora prima del solito orario è sempre un’esperienza molto stressante. E così è stata, raggiungo la ASL alle 8:50 e salgo al secondo piano. Subito noto che ci sono già una decina di persone sedute, con in mano certificati medici, che io non ho. Dopo 20 minuti di attesa, in cui la gente continuava ad aspettare, degli impiegati vagavano silenti da una stanza all?altra, alcuni erano dentro a leggere riviste, appendere poster, chiacchierare, da una stanza esce un medico (riconosciuto solo dal camice, per il resto assomigliava al Dr. Doctor Nikolas Van Helsing, di ?Cannonball: la corsa più pazza d?America?) che mi rivolge la parola: ?cosa deve fare lei??. Esposte le mie richieste, questo mi fa entrare nella sua stanza e mi dice, con inquietante schiettezza, che per fare le visite della patente avrei dovuto prenotare due visite specialistiche, per elettrocardiogramma e oculista, e che la cosa sarebbe costata una settantina di euro e si sarebbe protratta per almeno 20 giorni.
Ri-Argh!
Dopo momenti interminabili di silenzio-sconcerto, mi dice che lui stesso si era rivolto alle Ferrovie, nel piccolo studio medico della stazione Tiburtina, ove con pochi minuti la pratica era stata risolta. Dopo dovuti convenevoli e preso nuovamente dallo sconforto, esco di corsa e mi precipito sul posto indicatomi (cinque minuti di macchina e un parcheggio veramente alla cazzo), entro in una piccola anticamera dove una signora, appena le rivolgo lo sguardo, mi fa cenno di aspettare perché un altro malcapitato era alle prese con la compilazione di un modulo. Giunto il mio turno mi viene data una fotocopia che riporta quanto segue:
ORARIO DELL’AMBULATORIO
DA LUNEDI A VENERDI DALLE 9,00 ALLE 13,00
MARTEDI E GIOVEDI ANCHE DALLE 14,15 ALLE 16,30
PER RINNOVARE LA PATENTE A, B, C, D, E, K:
? PAGAMENTO C.C. POSTALE: EURO 7,80 – numero c.c.: 9001 – SI TROVA PRESSO GLI UFFICI POSTALI GIÀ’ PRESTAMPATO
? PAGAMENTO C.C. POSTALE numero 26846873, intestato a “REI. S.p.A. ? Direzione Sanità ? Amm. e Contabilità ? Roma” – EURO 25 (PATENTE A o B), EURO 43 (PATENTE C, D, E, K)
? MARCA DA BOLLO DI EURO 14,62
? CODICE FISCALE
(Elenco ambulatori che effettuano lo stesso servizio)
Mi manca un bollettino da ? 25,00, sono ancora le 9:20, faccio in tempo, forse, a passare per l?ufficio postale. Difatti così è: riesco, avvantaggiato dalla più veloce coda ?Clienti Bancoposta?, a pagare il bollettino richiesto e a recarmi a lavoro. Con sommo piacere scopro anche che il mio turno di riposo per quel giorno avrebbe avuto inizio alle 12, per cui appena staccato riprendo la macchina e mi precipito all?ambulatorio, che per fortuna trovo vuoto. La signora sembra per nulla stupita di rivedermi tanto presto, così compilo quei 2 o 3 moduli necessari lì per lì (richiesta visita, attestazione di assenza patologie particolari, etc.), consegno i miei bollettini pagati, la patente e il codice fiscale, e vengo spedito nello studio medico.
Qua un?altra signora con un camice sbottonato a mo? di mantello mi fa sedere e mi dice, ?Chiuda un occhio e legga la quinta riga? ?Chiuda un occhio e legga la sesta riga?, 2 firmette, arrivederci e grazie?
Mi rendo conto che qua dentro anche un paralitico sordo-cieco potrebbe conseguire una patente di guida. Non mene frega nulla, tanto i mali della sanità sono ben altri, e questa mi sembra la giusta soluzione contro la burocrazia iutile.
Mi faccio consegnare dalla prima signora il certificato e le ricevute dei bollettini, esco, e torno sorridente al negozio dove lavoro: anche questa pratica ce la siamo levata dalle palle.
Ora non resta che attendere l’adesivo da apporre sulla patente scaduta.
Spero con questo racconto di tornare utile a qualcuno che si è perso come me nella burocrazia e nella totale incompetenza degli impiegati statali.
Raccomandazioni: ricodatevi il codice fiscale in orginale, non so se il tesserino sanitario vada bene comunque, per il bollettino C.C. 26846873 prcuratevene uno a 3 settori, così vi resta la ricevuta.
A bien tot
10 Gennaio 2007

Innanzitutto AUGURI a tutti i visitatori.
Quest’anno, un po’ per le festività che combaciavano sempre con le domeniche e un po’ per il clima mite che nessuno si aspettava, qualcuno è partito per lidi lontani, qualcunaltro ha smesso di lavorare e ha avuto più cura del proprio apparato gastrointestinale, altri sono scomparsi in circostanze ignote, fatto sta che la nostra città ci ha un po’ graziati, e il traffico si è ridotto sensibilmente.
Nei giorni di festività e scuole chiuse però, il traffico subisce quella metamorfosi quasi domenicale, cambiando gli orari di piena e gli utenti della strada. Finiti sono i giorni della Passione, in cui l’arrembaggio all’ultimo centro commerciale, alla strada dello shopping, al negozietto di turno e a tutti i distributori di strenne in generale, ci hanno prosciugato ogni euro dalla carta di credito e tolto qualche settimana di vita dall’ormai magro residuo, alla ricerca di un dannato parcheggio regolare.
Le festività portano calma e allegria, portano cibo delizoso, portano mortaretti per strada, portano stormi di bambini che seminano il caos a bordo dei loro maledetti scooter gracchianti, portano comitive di anziani a bordo delle proprie utilitarie che si recano dai parenti, portano cassonetti stracolmi di carta colorata, e allontanano quella sensazione di nervosismo tipica di chi si reca a lavoro o torna a casa.
Ed ecco così una nuova specie automobilistica a presentarsi al nostro cospetto, molto meno gonfia di ire, ma anche molto più distratta. Sono i festeggiandi, coloro cioè che si recano a casa di amici e parenti, per il pranzo solenne, il cenone abbuffante e la tombolata a oltranza.
Il festeggiando di per se non è nocivo, ma diventa pericolosissimo se:
- in compagnia (con 3 o 4 passeggeri)
- in branco (due o più auto)
- sotto effetto di spumantino brut
- in ritardo
- assonnato
Prendiamo poi in considerazione quella buona percentuale di anziani che la macchina non la prendono mai, ma a Natale sono costretti a rispolverarla per raggiungere il parente di turno dall’altro capo della città, e i famosi bambini in scooter, tutti rigorosamente 14 -> 18enni, distratti dalle chiacchiede da un motorino all’altro, e presenti ora anche di mattina e a tarda sera.
Condiamo il tutto con una buona dose di inesperienza nel traffico, che influenza tutti gli automobilisti della domenica in versione speciale festiva, e aggiugiamo un pizzico di tassisti e turisti qua e là.
Il massimo ingorgo di questi giorni si verifica a ridosso degli orari di cibazione, mai dopo perchè si gioca e c’è lo spumante con il torrone, ma conserva lunghi strascichi fino a notte fonda, dovuti a chi rientra dalle baldorie serali. Queste notti infatti c’è molta più gente in giro rispetto al solito, e con picchi di caos minori, ma frequenza maggiore che d’estate.
Le provate facoltà mentali dell’automobilista abitudiario vengono quindi messe alla prova da situazioni determinate da imprevedibili variabili.
Alcuni esempi.
L’ingorgo che non ti aspetti. Nessuno aveva mai sovraffollato quel tratto di strada, che regolarmente percorrete ad andatura allegra ma non troppo (NDA – sto notando che le terminologie musicali ben si adattano alla guida su strada), ma quel giorno le variabili hanno coinciso provocando l’inevitabile coda, che si manifesta puntualmente dietro l’unica curva cieca. Eccovi sopraggiungere, sgranare gli occhi e lanciare un colpo di karate sul pedale del freno. Le due strisciate parallele delle gomme si allungano sempre più finchè vi fermate ad un palmo dal paraurti posteriore di chi precede, ma è troppo tardi. Chi vi segue purtroppo non ha gli stessi riflessi, ed eccovi tutti e 3 (o 4, o 5, o 6, avanti che c’è posto) a compilare il maledetto CID, che nelle specifica situazione sarà più contorto che mai, e vi obbligherà a lunghissime attese per i rimborsi.
La barricata. Il vostro passo carrabile, o posto auto, è stato sempre poco visibile, o un tantino stretto come accesso, eccovi quindi a dover uscire/entrare, ma trovate un’auto, parcheggiata più o meno a fallum canibus dallo straniero di turno (si intende come “straniero” un frequentatore assolutamente occasionale del quartiere), che, agonizzante, al trentesimo giro di isolato ha deciso di lasciare la propria vettura proprio lì. Tanto pensa che chi ha incastrato sicuramente sta festeggiando e non uscirà mai, tanto non sa che qualcuno potrà mai rientrare in quel posto, o magari non sa proprio, e non ha intenzione di immaginare, che lì c’è un posto riservato. Inutile chiamare i vigili che non arriveranno mai, e, qualora lo facessero, il cazzo attrerri (no, non è un errore di battitura, è proprio il cazzo attrerri) e relativo conducente saranno ancor meno reperibili. Inutile anche suonare, tanto il presunto destinatario non sentirà mai, e disturberete solo gli altrui timpani. L’unica è aprire il panettone in auto.
La baldoria eccessiva. Mettiamo che siete arrivati incolumi alla meta, avete parcheggiato (si! avete trovato anche un posto regolare!) e ora siete con le zampe sotto al tavolo in compagnia delle cugine prosperose del vostro amico. Si mangia, si beve, meno tre, meno due, meno uno, auguri! Quando la serata finisce e si raggiunge il proprio veicolo, ecco dal vostro sorriso da semicoscienza alcolica parte un digrignamento sibilante. Scoprite dopo che il quartiere popolare dove il vostro caro amico ha trovato casa, non è bello come avevate immaginato, chiusi al sicuro delle 4 mura domestiche, è tuttaltro. Qua si parte, in base alla fantasia popolare, al folklore locale, e anche alle mode e tendenze del periodo, a fare la conta dei danni subiti dalla vostra auto. Una lavatrice conficcata nel cofano, 6 o 7 bottiglie di spumante rotte sul tetto, qualche fiammella ancora accesa qua e la, una gomma a terra e tanta altra zozzura incrostata, che le spazzole dell’autolavaggio porteranno via con molta fatica e altrettanti graffi sulla carrozzeria. Realizzerete poi il perchè nessuno degli indigeni (gli abitanti locali) aveva osato porre la propria auto sotto il balcone della famiglia più caciarona della zona…
Poi c’è la zuffa notturna, con relative gare a chi torna prima a casa e a chi regge più alla guida sotto effetto di alcolici. Guidare di notte è davvero terrificante, e raggiungere con le ossa sane la propria ambita meta diventa difficile. I festeggiandi notturni sono la versione estrema del solito festeggiando, e questo trasforma le periferie in far west obbligando il povero automobilista abitudinario a prove di abilità nello schivare quelli che passano col rosso pieno, che fanno inversione a U, che frenano di botto per necessità fisiologiche improrogabili, che guidano a zig-zag credendosi alla playstation, tanto i vigili (di cui sopra) e le forze dell’ordine in generale, sono assenti ingiustificati, o pattugliano, per pochi che sono, solamente le vie del centro.
Se anche voi come me avete festeggiato la fine delle festività e potete leggere queste poche righe con i vostri occhi e senza ausilio di tutor, se la vostra auto rispende come sempre nel garage, se i vostri amici e parenti non vi hanno ancora ripudiato, allora complimenti, siete automobilisti in gamba.
Auguro a tutti un buon 2007!
Riferimenti: Il mio blog – Il traffico a Roma
23 Dicembre 2006

Di derivazione culturale nord-amerciana, questa precisa situazione deve le sue origini al film “Gioventù bruciata” e agli show di stuntman automobilistici e motociclistici anni ’70, ripresa poi anche da Carlo Verdone in un suo film.
Come avrete già capito dal nome, si tratta di una situazione a rischio che ogni automobilista e motociclista affronta quasi quotidianamente.
Sarà capitato a tutti di notare come l’urbanistica si sia sovrapposta, soprattutto in campo stradale, in varie epoche e tendenze.
Gli antichi romani prediligevano strade selciate, i loro successori si accontenteranno delle sterrate e dopo via via nel tempo, passando per sanpietrini, cemento, pavè, moquette, foglie morte, etc., si arriva all’asfalto odierno. Poi intervengono ulteriormente i vari burocrati della situazione, che in relazione alle risorse economiche, alle idee architettoniche, allo spazio a disposizone, porteranno ognuno la propria indelebile impronta sulla viabilità cittadina.
…e quale città può dare migliore espressione di tale confusione a livello stradale, se non Roma, che ha anche l’aggravante di 2 fiumi, delle mura Aureliane, di acquedotti romani e ferrovie che la percorrono in lungo e in largo, e di sbalzi altimetrici notevoli (i famosi 7 colli, che nel frattempo saranno diventati almeno una quarantina).
L’ambiente ideale per l’Imbuto della Morte si configura di solito in prossimità di restringimenti di carreggiata, trafficati o meno, che possono essere costituiti prindipalmente da stradoni a 3 corsie che convergono sull’analogo dell’arcinoto “Vicolo Stretto”, da uscite autostradali sovraffollate, da spartitraffico in prossimità di semafori, da gallerie, ponti, acquedotti o comunque qualcosa che divida o restringa in modo netto e inevitabile la corsia di marcia.
Il primo approccio con l’Imbuto della Morte si ha di solito in giovane età, quando in sella al proprio motorino si tenta il sorpasso del mezzo pubblico sulla preferenziale con cordoli, e ne sopraggiunge un altro in senso opposto. La lunghezza del mezzo sorpassato, le scarse possibilità fisiche del proprio mezzo a motore, l’inesperienza, la sadicità di chi è alla guida del mezzo pubblico, determinano i parametri della sfida.
All’inizio della sfida si hanno ancora ben 3 possibilità:
- non ce la faccio! lasciare il gas e tornare dietro
- ce la faccio! spalancare il gas e superare
- morire schiacciato, preso in mezzo come una noce
Ogni secondo è prezioso e l’inesperienza è un fattore determinante a questo punto, è perciò indispensabile essere preparati ad una scelta immediata.
Se perdete questo inestimabile attimo, le possibilità rimanenti sono 2:
- ce la faccio!
- morire schiacciato
Se siete sopravvverete fino all’età della patente scoprirete le nuove frontiere dell’Imbuto della Morte.
La situazione potrebbe anche essere analoga alla precente, ma quella che si propone come la più gettonata è la sfida con altri automobilisti sullo stesso senso di marcia.
State procedendo allegramente in una strada poco trafficata, quando vi accorgete che qualche centinaio di metri davanti a noi c’è un restringimento con spazio per far passare un solo veicolo, e in modo neanche troppo agevole.
Prendete tempo togliendo il gas e studiate il traffico che vi circonda: notate a questo punto che il vecchietto sulla Panda poco davanti a voi potrebbe essere agevolmente superato, altrimenti costituirà elemento di disturbo per il successivo tratto stradale, ma non sapete se ce la potrete fare agevolmente.
Scalate a questo punto una marcia, e cominciate a lanciare il vostro veicolo verso l’Imbuto della Morte.
Con l’automobile, in questa situazione non deve assolutamente verificarsi alcun imprevisto: bambini che attraversano, gatti, pigne, buche, scooter e quantaltro sarebbero solamente bersagli di secondo conto, mentre l’appuntamento con il fato si avvicina inevitabile.
L’automobilista medio però ha anche un’aggravante ai parametri sopra citati: la presunzione. La presunzione è ostinazione, è sicurezza di essere migliori dell’avversario temporaneo e di tutti quanti ci circondano solitamente, è quella che ci spinge a superare le code dalla corsia di emergenza, è quella che ci fa passare i semafori anche molto tempo dopo l’ultimo giallo utile (*), è quella che spinge a occupare i posteggi per portatori di handicap, a comprare SUV grossi come il Titanic senza neanche avere un briciolo di posto auto proprio, a superare con deliberate prepotenze ogni veicolo ci preceda, nonostante la fila sia lunga 10Km, ma soprattutto è la principale causa di infortunio o decesso nell’Imbuto della Morte.
L’automobilita ha, a queste condizioni, 2 sole possibilità:
- ce la faccio!
- morire schiacciato
Ma di queste concepisce come reale solo la prima, e la realtà è spesso ben diversa, per cui l’automobilista presuntuoso non ha il canonico 50% di possibilità di successo come lo sfidante normale: ne ha solo il 33%, per via di calcoli fisici essenziali nella scelta dei tempi che vengono dati per scontati e lasciati deliberatamente al caso.
Prendiamo ora in esame le conseguenze.
L’automobilista esperto, e abile nella guida, ha sempre un calcolo rapido e ineccepibile, e sa quando vincere o rinunciare a priori all’Imbuto della Morte senza mettere in gioco alcunchè. Per lui l’unico problema sarebbe un breve aumento del battito cardiaco, in parametri entro la norma, che, appena superato con successo l’ostacolo, viene sostituito da una sensazione di autogratifica e sguardi accattivanti a se stesso medesimo tramite lo specchio retrovisore.
Diversamente va a chi non interpreta bene i tempi, e perde. Oltre ad un probabile contrasto in ambito assicurativo con il rivale di turno, si va a fare la conta dei danni.
Finchè si tratta di restringimenti di carreggiata, per cui si finisce contro birilli e cartelli stradali i danni morali e fisici saranno limitati (diverso è quando si incappa in veicoli di manutenzione o peggio in operai di turno…). Quando invece la strada si incunea in gallerie, trafori, archi e quantaltro di inamovibile, l’impatto sarà un po’ meno gradevole…
Guardiamo ora la situazione con l’occhio di chi viene superato o comunque coinvolto involontariamente. In genere gli automobilisti si dividono in ulteriori due categorie: gli intrepidi e i lascivi. Ne fanno parte indistintamente sia donne che uomini, sia giovani che vecchi. Agli intrepidi appartengono ad esempio i presuntuosi, ai lascivi le suore col pulmino.
Per i lascivi è molto facile, vedono che qualcuno li sta superando per passare prima di loro e accettano passivamente sia il semplice sorpasso che il completo taglio della strada, accennando al massimo qualche impropero (anche le suore col pulmino) se proprio fossero costretti a frenare vigorosamente.
L’intrepido nel 99% dei casi accetta la sfida dell’Imbuto della Morte rilanciando e dando gas o allargandosi per smorzare sul nascere ogni possibile contromossa. Se però si incontrano due presuntuosi, la sfida si conclude con l’inevitabile autoeliminazione di entrambi e danni ingenti a cose e persone, compresi angosciosi nonchè costosi strascichi in tribunale.
Se comunque l’intrepido non è un presuntuoso, sicuramente apparterrà alla categoria del bastardo. Il bastardo è quello che smembrerà il proprio motore pur di spaventare chi supera, e poi frenerà all’ultimo lasciando strada al sorpassante, per il solo gusto di ricevere dal retrovisore del sosrpassante occhiate di odio, a chiappe strette… A questa specie appartiene la classe del pericolosissimo bastardo catechista, cioè colui che pretende di infondere il proprio modo di guidare seminando il panico.
Anche il lascivo, classe fondamentalmente innocua, può essere coinvolto in un Imbuto della Morte ma principalmente a causa di eccessiva distrazione, e anche in questo caso si possono generare situazioni fondamentalmente disastrose. Il lascivo solitamente non è pratico in manovre di emergenza per cui impiega tempo eccessivo nel calcolare i tempi, l’auto del lascivo è poi la classica utilitaria logora (il pulmino delle suore), magari a GPL, o una grossa e pesante berlina col motore intasato. Il finale è però differente inquanto egli non si schianta contro i margini dell’Imbuto, ma pur di non coinvolgere degli innocenti automobilisti, anche a fronte di danni lievissimi, è pronto anche al suicidio lanciandosi in dirupi, contro le vetrine dei negozi, contro pali, alberi, pilastri autostradali e via dicendo. Cosa che nel 90% dei casi provoca la morte del lascivo stesso, e danni inestimabili ai trasportati e alle strutture coinvolte.
Ho tralasciato volontariamente il tema dei sorpassi azzardati in automobile, molto simili per ambienti e mezzi coinvolti, a quelli dell’adolescenza in motorino, allego però una foto con le estreme conseguenze (Dal film “The Fast and The Furious”, scontro dell’auto di Toretto dopo l’Imbuto della Morte contro il treno merci. A dimostrazione del fatto che gli imprevisti sono sempre in agguato, e ride bene chi ride ultimo…).
Con questo penso di aver esaurito l’argomento (e anche il tempo a dosposizione
)
A risentirci a presto sul mio blog!
Riferimenti: Visitate il mio blog, aspetto commenti!
21 Dicembre 2006

Oggi si parla di uno dei tratti stradali che percorro più spesso, specialmente di notte: la Via del Mare, o SS 8.
La storia di questa strada si può trovare su internet sul sito AGROROMANO.NET, e andiamo a scoprire che anticamente fu inaugurata come “prima autostrada italiana” nel 1928, con tanto di illuminazione. L’odierna SS 8 parte invece da viale Marconi (zona EUR), e segue per via quasi rettilinea tutto il Tevere verso Ostia, con arrivo finale a Piazza dei Ravennati, al cosidetto Pontile.
Tornando alla pratica, su questa strada sono in vigore, dal giorno di inaugurazione nel 1928 (questo è almeno quanto riferitomi dalla Polizia Stradale in occasione di un verbale), i seguenti divieti:
- limite di velocità 70Km/h
- no autocarri
- no carretti con traino animale
- no biciclette
- no ciclomotori
- no motociclette
La prima, spontanea domanda che ci si pone è: ma nel 1928, esistevano pure le motociclette? come erano fatte? Ebbene, ho cercato su internet e ho trovato traccia di una tale “Lilliput”, prodotta nel 1899, ben 30 anni prima!
E come era fatta questa motocicletta? Ho cercato di ricostruirla mentalmente, partendo da 3 assi di legno e un motore a vapore, alla fine dopo varie simulazioni sono giunto a conclusione che, alla faccia dei 66 euro di verbale affibiatimi 100 anni dopo dai solerti agenti, nel 1928 avrebbero comunque fatto benissimo a tenere un simile aggeggio lontano da una strada percorsa da automobili… (Ma le automobili come erano fatte?? vabbè…)
Rimanendo in tema motociclistico, dovrebbero spiegarmi poi il perchè sulla parallela SS 8 bis, o via Ostiense, che è ricca di incroci a raso privi di regolazione semaforica (quindi con precedenza fai-da-te), dove non c’è guardrail tra carreggiata e alberi, dove l’asfalto è simile al suolo lunare, dove possono passare anche i T.I.R. nonostante la larghezza di carreggiata sia esigua, un divieto ai motocicli non esista…
Esauriti i legittimi sfoghi personali, torniamo all’aspetto viabilità generica.
Come la vedono gli automobilisti.
La prima osservazione fatta da chi la percorre quotidianamente riguarda il nome. Va bene che porta al mare, ma 30 Km di strada dritta, percorsa quando va bene a 70Km/h fissi, perchè non l’hanno chiamata “Via delle Caccole”??? In tali condizioni di viabilità, trovare il modo di ispezionare il proprio apparato olfattivo e tenere aperto un finestrino per eventuali evacuazioni, senza peraltro causare eccessive turbolenze dovute alla velocità, è la cosa più naturale che venga di fare all’automobilita medio. Al semaforo sei comodamente fermo ma ti vedono gli altri e non sta bene, in autostrada le evacuazioni si incollerebbero agli sportelli posteriori per le turbolenze, ma qua è proprio una pacchia… Alzi la mano chi non ha mai praticato tale attività sulla Via del Mare.
Come la vedono i burocrati.
Come tutte le strade italiane, sicuramente vi si sarà verificato almeno un incidente raccapricciante, ecco allora che interviene la coscienza preventiva del burocrate, che spinto dalle futili pressioni dei media e dei perbenisti, comincia ad installare sistemi di controllo traffico avanzatissimi lungo ogni metro di strada.
E’ così che ogni utente che percorre il tratto G.R.A.-Ostia incappa nell’ordine in:
- un “demotivatore” che indica la velocità del veicolo, alla prima piazzola appena immessi
- un sofisticatissimo sistema di rilevamento dei sorpassi, o qualcosa di comunque molto simile a QUESTA FORMA, operativo probabilmente in entrambe le direzioni, presente al Km 14 + IV (altezza Marina di Roma)
- una coppia di autovelox con sensore su asfalto, riconoscibili dalle cellule con telecamera installate sopra la carreggiata con pali tipo semaforo (VEDI ESEMPIO), operativi in entrambe le direzioni, al Km 15 + V
- un autovelox imboscato nella vegetazione laterale, ma che apparentemente copre solo la corsia verso Roma centro, costituito da un palo con 2 telecamere e relative fotocellule + cabina con oblo per foto, al Km 16 + IV (altezza bivio centro Giano)
- AGGIUNTA DELL’ULTIMO MINUTO: altra coppia di autovelox con sensore su asfalto, operativi in entrambe le direzioni, al Km 17 circa, verso la fine della salita per svincolo Acilia. Molto insidiosi perchè si trovano in corrispondenza di rami degli alberi e di un cartello di divieto di sorpasso e limite 70, difatti mi erano sfuggiti…
- un altro “demotivatore” per chi viene nel senso opposto è istallato poco fuori dal tunnel di Acilia
- altro simil-autovelox, puntato verso Roma, ma con azione su entrambe le corsie, si trova al Km 21 + VI (al primo curvone dopo il lungo rettilineo, in coincidenza del cartellone blu di divieto di sorpasso e limite 70)
E’ finita? Nooo.
Possibilità di autovelox mobili:
- nella piazzola al sopracitato Km 21 + VI, direzione Ostia (Marea Polizia Provinciale), visibili con difficoltà
- nei varchi di accesso nei guard-rail alle aiuole sotto al G.R.A., nel tratto a 2 corsie, impossibile vederli
- nelle piazzole lungo il rettilineo che passa per Tor di Valle
- sotto al tunnel di Acilia in direzione Ostia, all’altezza dell’immissione laterale sotto al tunnel, difficili da vedere, o almeno, serve un occhio attento
E ancora, posti di blocco:
- al Km 14 + IV, nella rientranza di accesso alla “Marina di Roma”
- al semaforo di Ostia Antica
- appena passato il semaforo di Ostia Antica, dove la strada diventa a senso unico e prende per Fiumicino, in corrispondenza dell’inizio dello spartitraffico tra i 2 sensi di marcia
Intanto va detto che l’autovelox con sensori sull’asfalto è pericolosissimo, perchè se uno deve correre (e c’è chi se lo autoimpone come motivo di vita) e conosce i “punti critici”, la prima cosa che fa è buttarsi contromano, così la foto non la prende… Questa cosa pare sia di moda anche tra gli utenti autostradali, che per evitare i sensori sulle 3 corsie passano per quella d’emergenza… Ma qua andiamo fuori tema.
Anche il fatto che la Via del Mare sia supermonitorata può spingere gli automobilisti intrepidi a percorrere la ben più pericolosa parallela SS 8 bis via Ostiense o via dei Romagnoli, con le conseguenze che ne deriverebbero.
Ultimo, ma non per ordine di importanza, il fattore sonnolenza.
Questa strada, fatta al ritorno da una giornata di mare, o da una bevuta in riva al mare di notte, o da una serata al Cineland, o da una mangiatona di pesce, ha un vero effetto soporifero: 30 Km di rettilineo, ma bastano solo i 18 tra Ostia e G.R.A., sono sufficienti ad addormentare un elefante…
Sicuro che mi sto dimenticando qualcosa, ma tanto l’argomento è già lungo abbastanza così, ringrazio chi si è intrattenuto fino a queste ultime righe, e ricordate di lasciare un commento
Buon viaggio!
Nota – l’articolo originale è stato ritoccato con l’aggiunta di una nuova segnalazione di autovelox fisso
Riferimenti: Many thanks al sito "areaGPS by Ross"
17 Dicembre 2006

Per una questione di principio, andare a lavorare di domenica è una vera rottura di coglioni. Uno di solito la domenica si sveglia tardi, sorseggia lentamente il suo caffè-latte davanti a “Linea Verde” o “Mare Blu”, o tutti quei programmini paciosi e mangerecci che ci fanno viaggiare per l’Italia dai mari ai monti.
Invece no.
Sveglia alla solita ora, niente colazione perchè in casa nessuno si è svegliato, nè si sveglierà mai per almeno 1 o 2 ore, per cui avviare una grossa caffettiera familiare diventa quasi uno spreco oltre che una perdita di tempo, si arrabattano quindi chiavi, spuntini, riviste e quantoaltro, e si parte.
E qua viene il bello.
La solita strada, quella in cui per percorrere la distanza siderale di 200 metri occorrerebbero 3¼ d’ora e 4 calendari da bestemmiare (tra cui consiglio anche quello dell’Anno Santo o quello di Frate Indovino che elenca proprio tutti i santi del giorno), diventa in questa magnifica giornata una succursale dell’anello del Nurburngring.
Allora via col cronometro, a stabilire il record di percorrenza casa-lavoro, quello da cui la mente dell’automobilista cittadino ricava l’orario limite di sveglia o come direbbe Fantozzi, il limite delle possibilità umane.
Ne nasce una speciale a cronometro, in cui gli unici possibili ostacoli sono le vecchiette che vanno in chiesa, quelli che portano a spasso il cane, gli immancabili corridori e qualche ciclista. Di vigili nemmeno l’ombra a meno che non si passi per il centro, tangenziale deserta, raccordo idem.
Si arriva, TAC si stacca il tempo, e si sceglie il parcheggio che più si gradisce.
Ecco gli immancabili calcoli che ne derivano:
(tempo di captazione delle emissioni sonore della sveglia e posizionamento verticale del proprio corpo min*) + (tempo igiene personale min) + (tempo cibazione mattutina min) + (tempo di rilevamento e raggiungimento proprio mezzo di locomozione min) + (tempo di percorrenza min) + (tempo ricerca parcheggio min) = (tempo minimo assoluto)
(ora di inizio attività lavorativa) – (tempo minimo assoluto) = (limite della possibilità umane)
* per min si intende il minimo tempo impiegabile per l’operazione (es. sveglia istantanea, lavaggio delle sole orbite oculari, entrata in auto alla Hazzard, etc…)
Ora, finalmente, se la sveglia non suona o non la sentiamo, se siamo stati rapinati e legati in un angolo di casa, se gli svizzeri ci hanno abattuto un altro traliccio, sappiamo che oltre quella data ora arriveremo comunque in ritardo. Per cui impugnamo il telefono, avvisiamo del ritardo il nostro datore di lavoro e percorriamo con l’animo in pace il quotidiano tragitto verso il lavoro.
“Kappa 37 a centrale, abbiamo rilevato un automobilista che procedeva sui 170 in tangenziale, Fiat Punto grigia scura, non abbiamo colto in tempo la targa, chiediamo rinforzi”
“Qui centrale, facciamo alzare gli elicotteri, tenete duro”
“Qui pattuglia 372 Polizia Stradale, abbiamo intercettato un automobilista a bordo di Fiat Punto scura targata AA111BB che percorreva il G.R.A. nel tratto Flaminia-Cassia a 230Km/h zigzagando tra automobili e lavori in corso, per fortuna che con la nostra Lamborghini Gallardo non è stato difficile raggiungerlo. Chiediamo anche l’intervento di un ambulanza perchè il fermato continua a farneticare frasi tipo “Levate di mezzo la Safety-car“, a cercare di una certa “bandiera verde” e a inveire contro il collega dandogli del giudice di gara incompetente”
16 Dicembre 2006
Non potevo omettere nel mio primo vero articolo questo potentissimo strumento al servizio del cittadino, che è la Sperimentazione per il monitoraggio del traffico sul G.R.A. di Roma.
Gratuito (spero per sempre) e aggiornato ogni 60 secondi in tempo reale.
Io ormai sono diventato dipendente da questa pagina, quando l’ho scoperta ho quasi pianto di gioia.
Ho notato con piacere i miglioramenti apportati nel tempo sia nella grafica che nell’operatività, che ora include oltre al semplice anello del G.R.A. anche le diramazioni autostradali Roma Nord, Roma Est, Roma Sud, Roma-Fiumicino, Roma-Civitavecchia. Ora, con una semplice scelta dal menù laterale possiamo raggiungere anche MILANO e la restante rete autostradale Italiana, mentre rimaniamo in attesa per le altre scelte del menù che ora appaiono “Work in progress”.
Insomma, prima di uscire e imboccare il raccordo, un po’ alla cieca, come abbiamo sempre fatto, col rischio di incorrere nei famosi intoppi secolari, che ci avrebbero procurato dal semplice ritardo alla morte per stenti all’interno del nostro veicolo, basta accendere il PC di casa e accedere alla paginetta, sperando che i tratti visualizzati in NERO, ROSSO e ARANCIONE siano assenti, o quantomeno da tuttaltra parte rispetto al nostro tragitto (mors tua vita mea – Cit.).
A buon rendere, navigatori!
Riferimenti: Un sentito ringraziamento alla Octotelematics!!
16 Dicembre 2006
Era da tanto che pensavo di diventare Redattore di qualcosa.
Finora ho solo frequentato forum e gruppi usenet, discutendo di quello che capitava, ma ora ho deciso fermamente di accanirmi contro il traffico romano.
Breve parentesi: non sapete cosa è usenet??? ci sono decine di migliaia di persone che parlano dei più diversi argomenti, esempio Google Gruppi, che anche accessibile in modo più facile dal vostro outlook configurando, oltre al server di posta, anche il server news news.tiscali.it, per utenti tiscali, o news.xxx.xxx per gli altri provider – fine parentesi.
Insomma, qua ogni commento è buono.
Ogni articolo parlerà di:
- tweaks per sopravvivere al traffico
- situazioni di vita vissuta
- insidie stradali (buche, velox, popolazione locale ostile, etc…)
- varie ed eventuali non necessariamente a tema
A breve il primo articolo.
Sono graditissimi commenti che contengano analogie, soluzioni e compendi a quanto scritto.
A presto!!